Francesca
🇮🇹 Vaffanculo, Milano. Mi sono letteralmente rotta il cazzo di lavorare 50 ore a settimana per 900€ di merda al mese, pagarne 650€ per una stanza buia e umida e fare i conti dei centesimi all'Esselunga pure per comprare una scatola di pasta. Ho 35 anni e mi rifiuto di marcire in questa trappola della "Dolce Vita" dove basta un contratto non rinnovato per ritrovarti a vivere con i tuoi a vita. Ecco la pura verità... Mi chiamo Francesca, ho 35 anni. Fino a poco tempo fa vivevo in una stanza stretta e umida alla periferia di Milano. Ora sta arrivando l'autunno, ma quest'estate è stata un incubo totale. Zero aria condizionata in questi palazzi vecchi e cadenti, aria irrespirabile e spazzatura accumulata per strada. La camera era diventata letteralmente un forno per le pizze. Lavoravo in un negozio di abbigliamento di giorno e facevo i turni in una trattoria la sera. Niente contratto serio — quasi tutto in nero, pagata quando e come pareva al proprietario. Guadagno mensile: circa 1.100€ se mi ammazzavo di fatica. Sembra accettabile? Una marea di cazzate. Ecco le mie spese fisse: Affitto (per una stanza buco): 650€ Bollette (Luce + Gas): 140€ Abbonamento ATM (Metropolitana): 39€ Spesa (Esselunga/Lidl): 220€ Telefono e Internet: 35€ Farmacia e beni di prima necessità: 30€ Mi rimanevano: a stento 26€. Ogni notte tornavo a casa a mezzanotte, distrutta fisicamente, a scorrere Instagram guardando i turisti che si godevano "La Dolce Vita" mentre a me faceva male ogni singolo muscolo. La solita routine ogni mattina. Ancora sotto le coperte, prendevo il telefono, aprivo l'app di Intesa Sanpaolo e controllavo se la carta avrebbe passato persino 1 euro per un espresso al bar. Poi davanti allo specchio, legavo i capelli con un elastico perché non potevo permettermi un parrucchiere da due anni. Al lavoro guardavo turisti e clienti benestanti spendere 100€ per un pranzo veloce senza manco guardare lo scontrino, mentre io facevo i calcoli mentali per capire se potevo permetterm