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🛑 Mi chiamo Andreea. Ho 30 anni. Vivo a Tor Bella Monaca, alla periferia di Roma. Lavoro con lo stipendio minimo. Ma ieri ho regalato un appartamento ai miei genitori. Tutto per una cosa che ho trovato per caso nel momento più difficile. ——— Lavoro come cassiera all’Esselunga. Il negozio è aperto dalle 8:00 alle 21:30. Di solito faccio il turno del pomeriggio, dalle 14:30 alle 21:30. A volte resto più a lungo se c’è inventario. Guadagno circa 7,50 € all’ora. Dopo tasse e trattenute mi restano intorno ai 1.080 € al mese. Sembra decente? Non lo è. Ecco dove finiscono i soldi: Stanza: 490 € (spese incluse, internet a parte) Internet + telefono: 33 € Abbonamento mezzi: 35 € Cibo: 220 € (quasi non compro carne) Abbonamenti: 9 € (un servizio di streaming condiviso con un’amica) Vestiti: 25 € (quasi tutto dell’usato) Medicine: 18 € Spese impreviste: 30 € Di solito mi restano tra i 220 e i 240 €. E questi soldi non sono “liberi”. Servono sempre per le cose che dimentichi di mettere in conto e per quelle che inevitabilmente arrivano il mese dopo. ——— Sono sola da quattro anni. Ho lasciato il mio ragazzo, Marco. Non era una brutta persona. Semplicemente ha smesso di notarmi poco a poco. Sono diventata invisibile per lui. Sono stata io ad andarmene. Da allora, praticamente sola. Anche se non del tutto. Ogni domenica chiamo i miei genitori. Mio padre chiede sempre: «Come stai, figlia?» Io dico che va tutto bene. Lui sente quando mento, ma non insiste. Mio padre ha 67 anni, mia madre 65. Sono entrambi in pensione. Vivono in un piccolo appartamento in affitto in un paese del Lazio. Prima avevano casa propria. Ma quando io andavo alle superiori sono nati seri problemi di salute. Le cure costavano tanto. I miei genitori hanno ipotecato l’appartamento per pagare tutto. Dopo non sono riusciti a riaverlo. Da allora solo affitto. Lui ha lavorato quasi quarant’anni in fabbrica, lei come ausiliaria in ospedale. Non si sono mai lamentati e non hanno mai chiesto niente. Ogni volta mi dicon