Match-Three
HO MENTITO A MIO MARITO PER SEI MESI. ZOCCER, I SOLDI SONO ARRIVATI DOPO. PRIMA HO DOVUTO DIRE LA VERITÀ. Mi chiamo Elena Conti. Ho 34 anni e vivo a Parma con mio marito, Andrea. Gestisco gli appuntamenti in un piccolo studio dentistico. Andrea monta cucine e armadi su misura. Lavoriamo entrambi. Paghiamo le bollette. Facciamo la spesa. Cerchiamo di mettere qualcosa da parte. Di solito ci riusciamo fino al momento esatto in cui si rompe qualcosa. Negli ultimi mesi, quel qualcosa era la macchina. Prima comparve un rumore strano. Poi cominciò a consumare olio. Infine il meccanico mi stampò un preventivo che piegai in quattro e infilai nel vano portaoggetti. 1.260 euro. Andrea mi chiese cosa avessero detto in officina. «Niente di urgente. Si può usare.» Non era esattamente quello che mi avevano detto. Poi me lo chiese di nuovo. «Me ne sto già occupando.» Anche quello non era vero. Passarono così sei mesi. Rabboccavo l’olio, evitavo i tragitti lunghi e alzavo il volume della radio quando il motore faceva un rumore particolarmente brutto. Il problema non spariva. Adesso, però, c’era anche una bugia che diventava sempre più difficile ammettere. Un sabato Andrea organizzò una serata con gli amici. Una cena, due chiacchiere, qualche ora senza telefonate di lavoro. Lo accompagnai al ristorante e gli dissi che sarei tornata a prenderlo. A casa mi cambiai, scaldai gli avanzi della sera prima e mi ricordai di aver lasciato gli occhiali in macchina. Aprii il vano portaoggetti. Prima degli occhiali cadde fuori quel foglio. La data risaliva a sei mesi prima. Rimasi seduta al volante della macchina parcheggiata a fissarla più a lungo del necessario. Poi scrissi ad Andrea: «Dobbiamo parlare della macchina. Non sono stata sincera con te.» Mi chiamò quasi subito. Gli raccontai tutto. Il preventivo. L’olio. Da quanto tempo rimandavo. Rimase in silenzio. Poi chiese: «Ma è sicura da guidare?» «Non lo so.» Era la prima risposta completamente sincera che gl