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сMia moglie è morta tre mesi fa. Abbiamo scoperto la causa della sua morte soltanto dopo l’autopsia. Quando il patologo uscì nel corridoio e mi disse che cosa aveva ucciso Paola, rimasi senza parole. Ero lì, immobile, incapace di credere che una cosa del genere fosse davvero possibile. Adesso vi racconterò tutto. Perché tacere sarebbe un crimine. Perché potrebbe esserci anche dentro ognuno di voi. Proprio in questo momento. Ho 65 anni. Mi chiamo Riccardo. Io e Paola abbiamo vissuto insieme per 42 anni. Ci siamo conosciuti durante una serata danzante al Centro Civico di Bologna. La invitai a ballare un lento e da quel momento non la lasciai più. Sei mesi dopo ci sposammo. Abbiamo cresciuto una figlia e un figlio. Abbiamo avuto tre nipoti. Vivevamo come tutti: lavoravamo, costruivamo il nostro futuro e mettevamo da parte i risparmi. Pensavamo che, una volta andati in pensione, avremmo finalmente riposato, viaggiato e trascorso più tempo con i nipoti. Paola era sempre stata una donna forte. Non si era mai ammalata seriamente. Un raffreddore una volta all’anno — e basta. Niente pressione alta, niente diabete, nessun problema al cuore. Persino i medici si meravigliavano: 63 anni e risultati come quelli di una giovane. Poi tutto cambiò. In soli tre mesi. Cominciò con la stanchezza. Paola iniziò ad affaticarsi molto velocemente. Prima restava in piedi per tutta la giornata: cucinava, puliva e si occupava dei nipoti. Poi cominciò a sedersi in poltrona subito dopo pranzo e a dirmi: — Riccardo, non ho più forze. È come se qualcosa mi avesse prosciugata completamente. Pensai che fosse l’età. Aveva 63 anni, può succedere. Le dissi di riposarsi. Dopo una settimana notai che il colore del suo viso era cambiato. Era diventato grigiastro, terroso. Come se qualcuno le avesse cosparso il volto di cenere. Sotto gli occhi erano comparse profonde occhiaie scure, nonostante dormisse otto ore. — Paola, ti senti male? — Non lo so, Riccardo. Mi sento strana. Non mi fa male nient