Dopo la morte di mio padre, io e mia madre siamo rimasti solo con i suoi debiti
Avevo 26 anni quando mio padre è morto. Fino a quel momento eravamo una famiglia normalissima: non avevamo tanti soldi, ma eravamo felici. Qualche anno prima i miei genitori avevano acceso un mutuo piuttosto pesante per comprare finalmente un appartamento più grande. Poi i lavori di ristrutturazione erano costati più del previsto ed era arrivato un prestito. Si era rotta la macchina, altro finanziamento. A volte mio padre ricorreva perfino a piccoli prestiti veloci per arrivare a fine mese. Ma diceva sempre: «L'importante è che la casa sia nostra. I debiti li pagheremo». La domenica ci ritrovavamo in cucina, cenavamo e restavamo a parlare per ore. Papà scherzava sempre dicendo che, una volta finito di pagare il mutuo, avrebbe organizzato una festa così grande che i vicini avrebbero chiamato la polizia. Ridevamo. Nessuno immaginava che lui quel giorno non l'avrebbe mai visto. Una mattina mio padre è uscito per andare al lavoro. Qualche ora dopo mi ha chiamato mia madre: «Figlio mio… papà non c'è più». Il suo cuore si era fermato. Dopo il funerale ho trovato il suo ultimo messaggio: «Stasera passo da te. Non dire niente alla mamma, le compriamo quel bollitore che voleva». Per molto tempo non sono riuscito a cancellarlo. Ma qualche settimana dopo è iniziato un altro incubo: mutuo, prestiti, finanziamenti veloci, interessi… Abbiamo scoperto che papà cercava da anni di tenere tutto a galla da solo. Una sera io e mamma abbiamo messo tutte le bollette e i debiti sul tavolo della cucina. Lei ha fatto i conti per un bel po', poi mi ha guardato: «Perderemo la casa?» Le ho detto di no, anche se in realtà non avevo la minima idea di come avremmo fatto a salvarla. Ho iniziato a lavorare praticamente senza giorni liberi. Arrivava lo stipendio e nel giro di poche ore spariva tutto tra rate e debiti. A volte non rimanevano nemmeno abbastanza soldi per mangiare. Una sera mamma mi ha messo davanti delle patate e l'ultima polpetta rimasta. «Mangia». — «E tu?» — «Io ho già mangiato».