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“Un passaggio in autostop mi ha portato 87.670 euro” Mi chiamo David, ho 29 anni e sono di Firenze. Da sempre ho amato fotografare e filmare tutto ciò che è bello ed estetico. Non è che fosse esattamente il lavoro dei miei sogni da bambino, ma vi spiego tutto per ordine. Per tutta l’infanzia e l’adolescenza ero ossessionato dalle immagini: guardavo riviste di fotografia, studiavo la luce, andavo in giro con la vecchia compatta di mio zio e sognavo di esporre un giorno le mie foto in una galleria. Dai quindici anni in casa cominciarono ad accumularsi numeri vecchi di National Geographic, Reflex e ogni rivista di fotografia che riuscivo a trovare. Mi catturava completamente. Nei weekend andavo con gli amici a guardare le mostre fotografiche in centro, e immaginavo di essere io un giorno dall’altra parte. A diciotto anni capii che non bastava solo guardare. Iniziai a studiare da autodidatta, feci tutti i corsi online che potevo permettermi, e ero convinto che prima o poi sarei riuscito a vivere di questo. Purtroppo non andò così. Quando finii gli studi, i miei genitori non credevano in me. Discutemmo duramente già diversi anni fa: secondo loro dovevo “trovarmi un lavoro normale” invece di perdere tempo dietro a macchine fotografiche. Da allora i rapporti sono freddi. Sono sempre stato piuttosto solo, mi piace stare per conto mio. Guadagnavo poco e in modo irregolare: a volte arrivavo a 2000 euro al mese fotografando matrimoni e piccoli eventi, altre volte, specialmente d’inverno quando gli eventi scarseggiavano, rimanevo a 500 euro. Non mi sono mai potuto permettere un’attrezzatura decente, quindi continuavo a lavorare con roba base e a accettare solo i lavori più semplici. Mi piaceva anche viaggiare, ma l’unico modo che potevo permettermi era l’autostop, da solo, con la tenda. Niente hotel, niente treni, solo strada e sacco a pelo. Di recente stavo di nuovo facendo autostop. Ero stanco di tutto: dei soldi che non bastavano mai, dei genitori che non capivano, della sen