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😢 33 ANNI, MAMMA SINGLE IN ITALIA. IERI SONO SCAPPATA DAL SUPERMERCATO IN LACRIME Mi chiamo Léa Martin, ho 33 anni e cresco da sola mio figlio di otto anni, Lucas, a Sesto San Giovanni, alla periferia di Milano. Per chi non vive qui: nei media l'Italia viene mostrata come un paradiso fatto di dolce vita, caffè espressi nei bar e moda elegante. Ma la mia realtà è completamente diversa: sveglia alle sei del mattino, l'infinita calca della metropolitana e della linea suburbana, e uno stipendio da commessa in un negozio di abbigliamento in Corso Vittorio Emanuele che sfuma prima ancora di arrivare sul conto. Con 1 350 euro al mese in Italia non si vive — si cerca di sopravvivere. Tra l'affitto del nostro piccolo appartamento che è schizzato a 720 euro al mese, la mensa scolastica di Lucas, le bollette di luce, gas e l'abbonamento ATM, i soldi evaporano nei primi giorni del mese. Per il resto del tempo mi rimanevano solo 35 euro sulla carta. Tutto è diventato insopportabile due mesi fa, quando ho ricevuto una lettera raccomandata da un ufficiale giudiziario: una notifica per un debito bancario di 8 500 euro, un prestito che avevo dovuto chiedere solo per coprire le spese quotidiane dei mesi precedenti. Vivevo nel terrore costante che il mio conto bancario venisse bloccato da un momento all'altro. Martedì scorso Lucas è tornato da scuola e mi ha mostrato un volantino: — Mamma, i miei compagni di classe si stanno iscrivendo al corso di nuoto. Costa 160 euro con l'iscrizione… posso andarci anch'io? Ho guardato i suoi occhi pieni di speranza — e mi sono ricordata che proprio quella mattina avevo versato i miei ultimi 250 euro per coprire una rata del debito. Saldo rimasto: 35 euro. Gli ho accarezzato la testa e gli ho spiegato che questo mese non sarebbe stato possibile. Lucas ha fatto un sorriso triste e ha detto: «Non ti preoccupare, mamma, va tutto bene, tanto non mi andava così tanto di nuotare.» A soli otto anni cercava già di proteggermi per non farmi sentire in