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"Mi chiamo Alessandro Bianchi, ho 38 anni e vivo a Roma, in via San Martino della Battaglia, vicino al centro. Il mio bar è in via Solferino, all'incrocio tra palazzi residenziali e uffici. Una via vivace, ma non di quelle dove la gente si ferma a bere un caffè e rilassarsi. Tutti hanno fretta al mattino, telefono in mano, non guardano nemmeno chi è dietro il bancone." Se in questo momento stai pensando «ecco un altro a cui è andato tutto facile e ora lo racconta mentre era sdraiato sul divano a contare i soldi» — lo capisco. Lo penserei anch'io. Forse ti immagini persino dei genitori che gli hanno lasciato tutto pronto. No. Non è andata così. Mia madre faceva la pizza in una trattoria del nostro quartiere. Mio padre... meglio non parlarne. Semplicemente non c'era. Ho imparato presto cosa significasse non avere soldi in casa. A 16 anni ho cominciato a lavorare. Prima in edilizia — portavo sacchi di cemento e impastavo calcestruzzo. Poi in un magazzino, scaricavo casse fino al soffitto,