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Vado a letto con un uomo che non amo. Da 4 anni. Per colpa dell’affitto 😶 Ho 32 anni. Vivo a Collegno, vicino a Torino, in un appartamento in affitto insieme al mio compagno Raffaele. Stiamo insieme da quattro anni. È una persona normale. Non posso dire niente di male su di lui. Ma mentirei se dicessi di essere sicura al cento per cento del nostro futuro. Lavoro come cassiera alla Conad. Di solito faccio il turno dalle 7:00 alle 15:00. A volte resto fino alle 16:00 se manca qualcuno. Guadagno circa 1.250 € netti al mese. Anche Raffaele lavora. In due, in qualche modo, riusciamo ad andare avanti. Ma “andare avanti” non è la stessa cosa che vivere. È aprire l’app della banca a fine mese e pensare: “Beh, almeno stavolta non sono finita di nuovo in rosso”. E quello è già considerato un buon mese. Affitto: 550 € — la mia metà, dividiamo tutto a metà. Luce, gas e acqua: 100 €. Abbonamento GTT: 38 €. Spesa: circa 280 € — compro soprattutto quello che è in offerta. Spese personali: 70 €. Telefono: 15 €. Farmacia: 30 €. Imprevisti: circa 50 €. Alla fine del mese mi rimanevano più o meno cento euro. Miei. Non nostri. Miei. Ma non erano comunque abbastanza per farmi sentire indipendente. Raffaele paga la sua parte. Su questo non posso lamentarmi. Ma c’è una bella differenza tra vivere con una persona perché vuoi stare con lei e vivere con una persona perché senza di lei non riusciresti nemmeno a pagare l’affitto. E ormai non capivo più bene in quale delle due situazioni fossimo.. Mi sveglio alle 5:50. Doccia. Caffè. Metro per andare al lavoro. Otto ore alla cassa. Buongiorno. Scanner. Sorriso. Serve una busta? Ha la tessera? Il prossimo. E di nuovo. E di nuovo. In metro non aprivo quasi mai l’app della banca. Per qualche motivo mi vergognavo. Non volevo che la persona accanto a me vedesse per caso quella cifra sullo schermo. Guardavo semplicemente fuori dal finestrino.. A casa, quando Raffaele dormiva già, a volte restavo seduta da sola in cucina. Se