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Avevo passato giorni interi a ripetermi che non potevo permettermi il programma di Noah, e adesso avevo appena visto sparire sullo schermo molto più di quella cifra. Poi mi sono ricordata che avevo ancora alcuni giri promozionali. Ho pensato: li uso e poi chiudo tutto. I primi non hanno dato praticamente nulla. Poi è arrivato un moltiplicatore. 330 € sono diventati 900 €. Poi 1.600 €. Poi è scattato un altro bonus. 3.200 €. 4.700 €. Gli ultimi giri hanno portato il saldo a poco più di 5.500 €. Questa volta mi sono fermata. Ho prelevato quasi tutto immediatamente. La mattina dopo, prima che Noah si svegliasse, ho pagato i 475 € per l’iscrizione. Poi ho saldato la bolletta della luce arretrata, pagato l’assicurazione dell’auto, fatto il pieno e comprato la spesa senza controllare la calcolatrice sul telefono ogni trenta secondi. Quando Noah è tornato da scuola, ho lasciato la ricevuta del programma di fotografia sul tavolo della cucina. L’ha guardata. Poi ha guardato me. «Aspetta… ci vado davvero?» Ho annuito. Per qualche secondo non ha detto niente. Poi mi ha abbracciata così forte che per poco non mi cadeva il caffè dalle mani. Quello, da solo, sarebbe già stato abbastanza. Nelle settimane successive ho aperto Lugano Casino qualche altra volta. Cifre più piccole. Niente rincorse alle perdite. E soprattutto niente soldi destinati all’affitto. A volte perdevo, a volte vincevo. Alla fine del mese avevo prelevato in totale poco più di 8.700 €. Per me sembrava già qualcosa di irreale. Poi, circa un mese dopo, sono tornata a casa dopo un turno massacrante e mi sono seduta sul divano. Sul conto di Lugano Casino mi erano rimasti circa 65 €. Ho scelto un gioco che non avevo mai provato prima. Dopo qualche giro è partito il bonus. Poi hanno iniziato ad accumularsi i moltiplicatori. 3.000 €. 8.000 €. 17.000 €. È partita un’altra funzione bonus. 29.000 €. 46.000 €. A quel punto ho appoggiato il telefono sul tavolino perché mi tremavano le m