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💔🛒 23 💶 SUL CONTO, LA GITA SCOLASTICA DI MIO FIGLIO E LA CASSIERA CHE SUSSURRA: "TRANSAZIONE RIFIUTATA" Ho tenuto questa cosa dentro per settimane. Mi vergognavo persino di guardare mio figlio negli occhi. Poi ho capito che molte madri ci passano ogni giorno, in silenzio, e ho deciso di scriverlo. Mi chiamo Eufemia Tagliaferri, ho 33 anni, vivo a Roma, nel quartiere Torpignattara, e cresco mio figlio Leo, di otto anni, da sola. Per i turisti Roma è il Colosseo, le fontane e l’aperitivo in centro. Per me Roma è l’autobus che arriva sempre in ritardo, l’affitto che si mangia metà dello stipendio e l’ansia perenne ogni volta che la scuola manda una circolare con una spesa da pagare. Lavoro come commessa in un negozio vicino Termini. Stipendio: 1.280 💶. L’affitto se ne porta via 740 💶. Poi ci sono le bollette, la spesa, le medicine e un vecchio debito rimasto dopo il divorzio, quando mi sono dovuta trasferire in fretta e furia. Il dramma vero è iniziato giovedì scorso. Leo è tornato da scuola con un foglio in mano: la gita al Bioparco con tutta la classe. Costo: 30 💶. Da pagare entro lunedì. L’ho guardato mentre cenavamo. — Mamma, andiamo tutti insieme con il pullman! Posso andare vero? Gli ho accarezzato la testa e ho detto: — Certo amore, ci pensiamo domani. Quella notte ho aperto l'app di Intesa Sanpaolo: 52 💶 rimasti. Mancavano sei giorni allo stipendio. Mi sono detta: Ok, spendo 22 💶 per comprare il minimo indispensabile al supermercato, e i 30 💶 li porto a scuola per la gita. I conti tornavano a malapena, ma tornavano. La sera dopo siamo entrati al Conad per prendere l'essenziale. Pane, pasta, un sugo economico, uova e del latte. Leo ha visto i biscotti con i dinosauri (2,80 💶). — Mamma, posso? — Leo, lasciali qui per stasera. Prendiamo solo le cose importanti. Lui non ha fatto capricci, li ha rimessi a posto e ha detto piano: — Va bene, tanto non avevo voglia di dolci. Un nodo alla gola mi ha tolto il respiro.