quell'app 👉
«Sono partita per la Turchia per un uomo che mi aveva promesso che sarebbe diventato il padre di mio figlio. Due settimane dopo, stavo scappando da lui.» Probabilmente molti di voi hanno già sentito parlare della mia storia. È arrivata in televisione, è stata raccontata in diversi programmi italiani e si è diffusa su internet. La gente ha parlato di me, di quell'uomo di cui pensavo di potermi fidare e si è chiesta come avessi potuto credere così tanto a una persona che, in realtà, conoscevo appena. Ma oggi voglio raccontarvi tutto con le mie parole. Mi chiamo Alessia, ho 28 anni e vengo da Monopoli, in Puglia. Ero una madre single e crescevo mio figlio praticamente da sola. Forse è proprio per questo che la sua attenzione ebbe un effetto così forte su di me. Ci siamo conosciuti online. Era turco. Fin dai primi giorni mi riempiva di attenzioni e di affetto. Mi mandava regali costosi, mi scriveva ogni giorno, mi chiamava continuamente e mi presentava la sua famiglia durante le videochiamate. Mi diceva che aveva già parlato di me con tutti. Poi mi disse qualcosa che mi colpì profondamente: «Voglio che tu venga a vivere con me insieme a tuo figlio. Lo accetterò come se fosse mio.» Io, però, non ero pronta a partire subito. E allora fece una cosa che non mi aspettavo. Venne lui in Italia. Passammo insieme dei giorni meravigliosi. Gli presentai mio figlio. Era gentile, tranquillo, premuroso. Gli parlai anche della religione e delle tradizioni musulmane, perché avevo qualche paura per le differenze culturali tra noi. Ma lui mi ripeteva sempre: «Sono un musulmano moderno. Non preoccuparti. Non vivo secondo le vecchie tradizioni.» E io gli credetti. Dopo qualche tempo mi comprò un biglietto per la Turchia. Mi disse che, per il momento, sarei andata da sola, soltanto per qualche giorno. Voleva farmi conoscere il suo mondo, farmi rilassare e passare un po' di tempo insieme. Poi avrebbe portato anche mio figlio. E io partii. Il primo giorno fu bellissimo