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Mi sentivo in colpa perché pensavo di non riuscire a dare abbastanza a mio figlio 😭 Ancora non riesco a crederci. 53.712 € in pochi minuti. Mi chiamo Lucia, ho 31 anni, vivo a Firenze e questa storia ha completamente stravolto la vita mia e di Emilio. Lavoro come cameriera ai piani in un hotel del centro storico. Ogni giorno è la stessa mazzata: camere che sembrano non finire mai, quei carrelli pesantissimi da trascinare da un corridoio all'altro, da un piano all'altro, cambiare le lenzuola, pulire i bagni di corsa, l'odore continuo dei prodotti chimici e quella pressione costante di dover finire tutto entro la fine del turno. La sera torno a casa distrutta. Mi tremano le mani, ho la schiena a pezzi, le gambe sembra quasi che non siano più mie. E la mattina si ricomincia da capo. Cresco Emilio da sola. Ha sei anni e frequenta la prima elementare. A Firenze i soldi spariscono come niente. L'affitto del nostro bilocale all'Isolotto, la spesa, il materiale per la scuola, Enel, Publiacqua, il telefono, l'abbonamento di Autolinee Toscane... A fine mese raramente riesco a mettere qualcosa da parte. Pensare di risparmiare per qualcosa di importante sembrava quasi una presa in giro. Per anni ci siamo ripetuti: «Prima o poi». E non era solo una questione di soldi. Era quell'ansia silenziosa e costante che piano piano ti consuma da dentro. Negli ultimi tempi cercavamo di limitare quasi tutte le spese extra, anche quelle più semplici. Io gli sorridevo, ma dentro mi sentivo in colpa perché non riuscivo sempre a dargli quello che desiderava. Qualche giorno fa una mia collega è arrivata al lavoro con un iPhone nuovo ed era raggiante. Mi ha detto che la settimana successiva sarebbe partita per le vacanze. A quel punto non ho resistito e gliel'ho chiesto direttamente: — Senti, ma dove li hai trovati i soldi per tutta questa roba? Alla fine qui prendiamo più o meno tutte lo stesso stipendio. Lei ha sorriso e mi ha risposto tranquillamente: — Sai, Lucia, è tu