LEGGI PRIMA DI GIUDICARE
Ciao a tutti, mi chiamo Marco Russo, vivo a Palermo. Ho 38 anni e faccio il meccanico. Cresco da solo i miei due figli: Lorenzo, che ha 9 anni, e Anna, che ne ha 5. I miei figli sono la mia vita. Anna è una bambina solare, piena di energia. Ma da qualche mese non stava bene. Aveva sempre il fiatone, si stancava subito. I medici, dopo tanti esami, mi hanno dato la notizia: Anna ha un problema al cuore. Serve un'operazione. Nell'ospedale pubblico ci hanno messo in lista d'attesa: diciotto mesi. Diciotto mesi. Ma il dottore mi ha detto chiaramente che non possiamo aspettare così tanto. Ogni mese che passa, la situazione peggiora. L'unica alternativa era la clinica privata. Costo dell'operazione: 20.000 euro. Ventimila euro. Con il mio stipendio da meccanico, con l'affitto, le bollette, la spesa, non ce l'avrei mai fatta. Ho chiesto prestiti, ho bussato a ogni porta. Mia madre ha venduto dei gioielli di famiglia. Ma non bastava. Non bastava mai. Di notte non dormivo. Guardavo i miei figli dormire e mi sentivo il padre più inutile del mondo. Non riuscivo nemmeno a garantirle la salute. Lorenzo, il più grande, ogni sera chiedeva: «Papà, quando torna Anna a giocare con me?» E io non sapevo cosa rispondergli. Poi, una sera, mentre i bambini dormivano e io fissavo il telefono in cucina, mi è comparso un post su Instagram. Parlava di Casoola. Ho pensato: «L'ennesima pubblicità.» Ma sotto c'erano centinaia di commenti di persone normali. Ho letto la storia di una mamma di Torino che raccontava di aver pagato le cure del figlio. E ho pensato: peggio di così non può andare. Il giorno dopo mi sono registrato su Casoola. Ho caricato 50 euro — quello che potevo — e ho attivato il bonus di benvenuto: 500 euro e 200 giri gratis. Ho giocato con calma. Con i giri gratis su Book of Dead ho vinto 150 euro. Poi 280. Ogni euro lo mettevo da parte per l'operazione di Anna. Ho continuato con prudenza, caricando al massimo 50 euro alla volta. Non sono un giocatore. Sono un padre che a