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La mia famiglia non me lo perdonerebbe mai…👇 Mi chiamo Miguel, ho 39 anni. Vengo da un piccolo villaggio, Specchia, nel sud Italia, ma da più di dieci anni vivo a Genova. Qui ci sono mia moglie Giulia e i nostri due figli — Alessia e Chiara. Lavoro in un magazzino al porto. Ogni giorno mi sveglio alle 5:00, prendo l’autobus e alle 6:30 sono già al turno. Dieci ore tra container, rumore dei muletti e quell’odore di mare. La sera torno distrutto: mani piene di calli, schiena in fiamme, zero forze 😓 Giulia mette la cena sul tavolo — pasta al sugo e pollo. I bambini fanno i compiti direttamente sul tavolo della cucina. Mangiamo in silenzio, a casa parliamo sempre meno. Un giorno Alessia mi chiede: — «Papà, puoi comprarmi una bici come quella delle mie amiche?» Io ho solo sospirato: — «Vediamo il mese prossimo…» Quella notte faceva molto freddo. Ho trovato Chiara che dormiva sul divano con la giacca addosso. Giulia rovistava nelle vecchie scatole cercando degli stivali che le andassero ancora bene. Mi sono seduto in cucina con una tazza di tè e un pezzo di pane secco 🍞. Ho preso il telefono e ho iniziato a scorrere. È comparsa una pubblicità — una slot con frutti lampeggianti 🍒. Ho sorriso: “L’ennesima trappola per sciocchi”. Ma quella pubblicità tornava ogni giorno. Dopo una settimana, un vecchio collega del magazzino mi ha detto: — «Sai, io ho vinto 600 € con quell’app.» Ho riso: — «Sì, certo, una sciocchezza.» Ma il pensiero mi è rimasto in testa. Di notte, mentre tutti dormivano, ho deciso di rischiare. Ho scaricato l’app, mi sono registrato — non hanno nemmeno chiesto il documento. Sulla carta avevo solo 4 €, ho ricaricato 20 €. Sono entrato nella prima slot — pietre e cristalli colorati 💎 Primo giro — niente. Secondo — niente. Terzo… 134 €. Ho premuto “Preleva”, solo per provare. Dopo due minuti i soldi erano sul conto. Sono rimasto senza parole. Guardavo lo schermo e non ci credevo. Il cuore batteva forte, le mani sudate. È una trappola? Forse fanno