Ogni mattina mi svegliavo con un solo pensiero fisso in testa: come fare a sfamare me e mia moglie anche oggi. Mi chiamo Matteo Rossi, ho 33 anni e io e mia moglie viviamo in un appartamento in affitto nel quartiere Quarto Oggiaro, a Milano. Sui social media Milano viene sempre mostrata come la città dell'aperitivo, della moda e della bella vita. Ma la mia realtà era una sveglia alle 6:00 del mattino, la metropolitana M1 stipata fino all'impossibile e il mio lavoro come commesso in un negozio di abbigliamento in Corso Buenos Aires per 1.100 € al mese. E come se non bastasse, guidavo una vecchia Punto del 2005 che usavamo per fare la spesa, con la spia del motore sempre accesa e la paura costante che mi piantasse in mezzo alla strada da un momento all'altro. A Milano con 1.100 € al mese e 12.000 € di debiti sulle spalle non vivi: cerchi solo di evitare che la tua famiglia crolli del tutto. Tra gli 800 € di affitto, le bollette della luce, del gas, le spese condominiali, il cibo e le rate del prestito bancario da 12.000 € che avevo chiesto l'anno scorso per coprire altri buchi, l'intero stipendio svaniva nei primi tre giorni del mese. Negli ultimi mesi, il rapporto con mia moglie si era trasformato in un litigio continuo. Ogni sera iniziava con i soliti rimproveri e le solite urla: «Matteo, non usciamo mai, non abbiamo un euro da parte, come faremo ad andare avanti?». Sulla carta mi restavano esattamente 18 € per tutto il resto del mese. Guardavo i debiti e pensavo solo a una cosa: «Come cazzo ho fatto a ridurmi così?». Martedì scorso, mia moglie è entrata in cucina con un foglio in mano: — Matteo, sabato prossimo è il compleanno di mia sorella. Mettiamo tutti 60 € per il regalo e la cena. Andremo, vero? L'ho guardata e mi sono ricordato che sulla carta mi restavano esattamente 18 €. Ho abbassato la testa e le ho detto a bassa voce che al momento non avevamo quei soldi e che era meglio restare a casa. Mi ha guar