Guardate i commenti 👇
Ero nell’androne del palazzo con un sacchetto della spesa in mano. Dietro la porta sentivo mio figlio chiedere alla nonna: — La mamma è tornata? E io non riuscivo a suonare il campanello. Perché in quel sacchetto non c’era tutto quello che mi aveva chiesto. Mi chiamo Giulia Conti. Ho 35 anni e vivo a Roma. Lavoro come receptionist in uno studio dentistico. Da fuori sembra un lavoro normale: reception ordinata, camice bianco, computer, telefono, appuntamenti da gestire, pazienti da accogliere con il sorriso. Ma la verità è che passi la giornata davanti a persone che pagano in una volta sola cifre che per te sarebbero un problema enorme. Qualcuno fa un impianto. Qualcuno prenota uno sbiancamento. Qualcuno chiede con tranquillità: — Posso pagare tutto subito con la carta? E io, nello stesso momento, penso se riuscirò a fare la spesa fino a venerdì. Sono divorziata da quattro anni. Mio figlio Marco è in seconda elementare. È un bambino buono. Tranquillo. Forse troppo tranq