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💔😤 29 EURO SULLA CARTA, MIO FIGLIO CON LE SCARPE VECCHIE E LA CASSIERA DEL CONAD CHE HA DETTO PIANO: “TRANSAZIONE RIFIUTATA” Ho pensato a lungo se scrivere tutto questo. Perché mi vergogno ancora a ricordare quella sera. Mi chiamo Elisa Rinaldi. Ho 33 anni, vivo a Roma, nel quartiere Torpignattara, e cresco mio figlio da sola. Si chiama Leo. Ha otto anni. Per i turisti Roma è il Colosseo, le fontane, le strade belle, il caffè su una terrazza e le foto davanti ai palazzi antichi. Per me, invece, Roma è l’autobus che arriva di nuovo in ritardo. L’affitto che si mangia metà dello stipendio. Le file al supermercato dopo il lavoro. E la paura costante che tuo figlio chieda qualcosa di normale e tu debba dire ancora: — Non oggi, amore. La prossima volta. Lavoro come commessa in un negozio di abbigliamento vicino Termini. Non una boutique. Un negozio normale. Piego magliette, appendo giacche, sistemo i camerini dopo la gente, sorrido quando dentro sono già vuota. Il mio stipen